Balzana iniziativa del sindaco Sadiq Khan: quote etniche anche nelle forze dell’ordine!

(da Il Mattino della Domenica, 22.11.2020, Iris Canonica)

Il “politicamente corretto” travolge la polizia di Londra

Sulla falsariga dell’industria cinematografica di Hollywood, che alcune settimane fa ha deciso di introdurre delle quote, nella produzione e nello sviluppo dei film, su basi etniche e di genere, anche la polizia metropolitana di Londra istituisce le quote, in questo caso essenzialmente su base etnica. Lo ha riportato, lo scorso 13 novembre, il quotidiano inglese, vicino al partito Laburista, “The Guardian”, precisando che, per espressa volontà del sindaco di Londra, Sadiq Khan, la polizia metropolitana della capitale del Regno Unito dovrà assumere il 40% dei nuovi agenti da minoranze etniche.

Per chi ha avuto questa balzana idea, ci sarebbero insomma troppi bianchi nei ranghi della polizia e dunque ecco trovata la soluzione. Chi se ne importa della competenza e della capacità professionale?

Quello che conta ormai è imporre quel “politicamente corretto” giustamente da qualcuno ridefinito “politicamente idiota”, che ha letteralmente investito il mondo occidentale, in particolare anglosassone, e che sta portando, paradossalmente, ad una struttura sociale sempre più frammentata e divisiva (anche la neo eletta vice presidente degli USA, Kamala Harris, ha tenuto a orgogliosamente presentarsi in più occasioni come “non bianca”).

Basti pensare a cosa sta avvenendo ormai da anni in molte università degli Stati Uniti, con Yale che ha persino sospeso lo scorso anno il corso di introduzione alla storia dell’arte dal Rinascimento ad oggi, perché troppo “bianco”, troppo “maschile”, troppo europeo e quindi occidentale.

La cultura del piagnisteo

L’esaltazione vittimistica delle minoranze, un mai cancellato senso di colpa occidentale e il multiculturalismo a buon mercato hanno generato una nuova ortodossia culturale e linguistica (ricordate la faccenda dei moretti?) che ha investito tutti gli ambiti sociali e politici, imponendo nuove regole e una falsa cultura dell’identità. Su questi temi resta memorabile e più che mai attuale il libro del critico d’arte Robert Hughes “La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto”, frutto di un ciclo di conferenze tenuto a New York nell’ormai lontano 1992.

La “balzana” decisione del sindaco di Londra giunge, riferisce ancora il quotidiano inglese, dopo le proteste di Black Lives Matter (BLM) che hanno investito gli Stati Uniti a seguito dell’uccisione dell’afroamericano George Floyd. Il sindaco di Londra avrebbe così messo letteralmente sotto pressione il capo della polizia – che ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte – a causa di una serie presunti episodi razzisti all’interno delle forze dell’ordine. Sadiq Kahn sostiene addirittura che vi sia un “razzismo sistemico”, sempre smentito dalla polizia, poiché, a suo dire, “i neri della capitale hanno circa sei volte più probabilità dei bianchi di essere fermati mentre guidano”.

Ah ecco, se queste sono le motivazioni del primo cittadino di Londra, siamo a posto e non stupisce allora che, sempre nel Regno Unito, sia stata lanciata una petizione per rimuovere quadri e immagini raffiguranti San Michele che schiaccia la testa del drago, poiché ricorderebbero, a detta dei fanatici del BLM,

l’uccisione dell’afroamericano Floyd.

Brutto andazzo

Sadiq Kahn non è nuovo a certe sortite e già nel 2016, all’indomani della sua elezione all’importante carica, non trovò di meglio che vietare sui mezzi pubblici la pubblicità di un integratore proteico raffigurante una ragazza in un succinto bikini, giudicata troppo magra. Di questo passo, molte fotografie di moda e tante altre rischiano semplicemente di essere messe al bando. Vieta di qui, bandisci di là e adesso anche le quote etniche nella polizia. Un gran brutto andazzo.

IRIS CANONICA