Contestata l’attrice israeliana che interpreterà Cleopatra. Mentre in Germania …

“Politicamente corretto”: la catena si allunga sempre più

Mentre nel mondo intero il maledetto virus cinese continua a mietere vittime e a stravolgere e annientare l’economia e le nostre vite quotidiane, i talebani del “politicamente corretto”, che qualcuno ha giustamente ribattezzato “politicamente idiota”, non cessano di produrre i loro avvelenati e pericolosi frutti ben accolti da gran parte del cosiddetto establishment. Negli ultimi giorni chi ha seguito anche solo marginalmente la stampa estera se n’è ben reso conto, cominciando da quanto successo in Germania. Nel Paese che si vuole locomotiva economica d’Europa, Christine Lambrecht, la socialdemocratica ministra della Giustizia, ha pensato bene di presentare una legge che contiene solo ed esclusivamente termini al femminile, in nome di una eguaglianza di genere che, a dir poco, fa semplicemente venire i brividi. Stando a quanto riferiscono i mass media, il ministro tedesco degli interni, Horst Seehofer, avrebbe chiesto l’immediata revisione di cotanta enunciazione, che verrebbe facilmente cassata dalle massime istanze istituzionali del Paese.

Certo che se una ministra della giustizia della Repubblica federale tedesca riesce a proporre queste scemenze siamo messi (non solo i tedeschi, dunque) molto male. Il caso tedesco non è però unico e anche alle nostre latitudini qualcuno ha tentato di emularlo. Una simile iniziativa, riguardante le leggi cantonali, era infatti stata avanzata nei mesi scorsi anche in Ticino, ma il Gran Consiglio ha giustamente bocciato questa follia, con buona pace di quasi tutti.

Tiro al… Colombo

Nel frattempo, imperversano le ormai croniche proteste contro Cristoforo Colombo, il grande navigatore e scopritore italiano, divenuto facile bersaglio degli iconoclasti devoti al movimento BLM (“Black lives matter”, le vite dei neri contano). Negli scorsi giorni – il 12 ottobre, per la precisione- ricorreva nelle Americhe la celebrazione in suo onore e sono stati perpetrati ulteriori atti di vandalismo ai danni delle statue

e della memoria del personaggio. Va però segnalato che, oltre al presidente Usa Donald Trump, per una volta tanto anche qualche politico democratico statunitense, come il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha ritenuto opportuno prendere le difese della memoria di Colombo, ma tutto questo è davvero troppo poco e troppo tardi rispetto a quanto fatto dai vandali della situazione e da certi rappresentanti politici vicini allo stesso Cuomo.

Biografie censurate

Altre discriminazioni in nome del politicamente corretto sono state recentemente messe in atto in diversi paesi, come il Regno Unito, dove un editore è giunto a censurare e a ritirare la biografia sull’ammiraglio Nelson, scritta dal professor Bruce Gilley,di riflesso ad una petizione accademica legata agli interventi del movimento BLM. Il totalitarismo culturale e la deriva delle università anglosassoni hanno ormai raggiunto picchi inenarrabili e su queste colonne ne abbiamo riferito a più riprese (il razzismo contro i bianchi e gli asiatici dell’università di Yale ne è un esempio lampante).

Siamo così giunti al punto che la nostra società occidentale, in preda all’ossessiva voglia di annientare se stessa per propugnare una nuova ideologia inclusivista e multiculturale, supporta e giustifica divisioni e fratture che avranno conseguenze molto perniciose. La persona non è più tale nella sua totalità e nella sua dignità, ma deve essere collegata al suo genere , all’etnia, al colore della pelle, alla religione, allo Stato di provenienza e chi più ne ha, più ne metta. La mecca del cinema, Hollywood, ha addirittura stilato un selettivo catalogo di requisiti per poter accedere agli Oscar: almeno il 30% di tutti gli attori che hanno ruoli secondari e minori devono provenire da alcuni gruppi sottorappresentati (donne, afroamericani, ispanici, gay, transessuali e via narrando), mettendo in atto altre clausole altrettanto restrittive.

Anche Cleopatra

Nei giorni scorsi si è così venuti a sapere che per il nuovo film sulla regina egizia Cleopatra è stata scelta l’attrice israeliana Gal Gadot. In men che non si dica, le critiche nei suoi confronti, perché ebrea, sono piovute da certe cerchie arabe che evidentemente dimenticano, volontariamente, anche la storia. Cleopatra, infatti, non era araba, ma greco-macedone, ultima sovrana della dinastia tolemaica. Sul portale “Informazione corretta”, Deborah Fait scrive giustamente “… per quale motivo Cleopatra dovrebbe essere interpretata da un’attrice egiziana dal momento che la regina che governò l’Egitto per 20 anni era greco-macedone, della stirpe dei Tolomei. Non era araba semplicemente perché gli arabi ancora non erano apparsi nel mondo civilizzato dell’epoca, erano popoli sconosciuti dispersi tra le dune assolate dei deserti. Gli abitanti dell’Egitto di Cleopatra non era egiziani bensì Egizi e la differenza è sostanziale, gli Egizi e la loro fantastica civiltà furono distrutti secoli dopo proprio dalle conquiste arabe”.

Vallo a spiegare ai talebani del politicamente corretto e ai fanatici di turno che hanno ben altre motivazioni.

IRIS CANONICA

(da Il Mattino della Domenica, 18.10.2020)